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Balcani: Aprile 2012.

Balcani: Aprile 2012.

a cura di Stefano Esperti

SABATO
Il brutto anatroccolo, cosí mi sento quando tutto il gruppo si è formato al porto di Ancona, sono l’unico senza una BMW, attenzione, vado fierissimo della mia Transalp 650, ni ha portato sempre ovunque, ma essere alla mia prima esperienza di viaggio in gruppo mi agita un pochino.
Fatte le dovute presentazioni ci rendiamo subito conto che il nostro accompagnatore Motoexplora Ezio ci darà soddisfazioni: in mezz’ora ci ha spiegato tutto il tragitto che faremo, con tanto di soste per il pranzo, paesi che incontreremo e difficoltà che potremo trovare.

DOMENICA
La mattina successiva sbarchiamo a Spalato, la giornata è molto nuvolosa e comincia l’eterno dubbio: tuta da pioggia oppure no? Optiamo quasi tutti per il no e partiamo con destinazione Dubrovnik.
La strada costiera croata è molto panoramica, ben asfaltata e con le giuste curve, l’andatura è turistica ma decisa e subito capisco che le mie gomme perderanno ben presto i “baffetti”. Dopo 150 km di curve, salite e e discese arriviamo a Ragusa o Dubrovnik, è romantico e patriottico pensare che non molto tempo fa queste terre appartenevano a noi italiani! Sosta pranzo al sacco grazie agli organizzatissimi 4 parmigiani e ai 2 alessandrini che hanno riempito le borse BMW con parmigiano reggiano, salame, frutta e vino… grandissimi!
Visitiamo Dubrovnik con la sua parte storica e ripartiamo, dobbiamo attraversare due frontiere e arrivare per sera a Kotor (Cattaro). Il tempo si mantiene stabile ma la strada è scivolosa, meglio evitare le righe bianche e la ghiaietta che puntualmente si presenta nelle traiettorie delle curve.
Superiamo la dogana bosniaca (si, una piccola protuberanza di Bosnia arriva fino alla costa) e quella montenegrina ed entriamo nella Nazione che ci ospiterà per più di metà vacanza.
Viene da chiedersi se veramente questi Paesi siano pronti per entrare in Europa, viste per esempio le lungaggini burocratiche ai controlli doganali, ma subito mi ricordo uno degli argomenti di cui sarà vietato parlare durante il viaggio: la politica! Quindi zitto e accelera!
Dopo qualche altra sosta “tecnica” arriviamo a Kotor, una splendida cittadina che avremo tempo di visitare nei prossimi giorni. L’arrivo nelle piccole località è sempre trionfale: bambini che si sbracciano e ci mandano gli “ok”, anziani meravigliate e ragazze … imbarazzate.
L’hotel Cattaro, che ci ospiterà per tre notti è accogliente e ben tenuto, si affaccia direttamente sulla piazza principale e anche la cena che ci viene servita non è male. Siamo abbastanza a pezzi e dopo qualche tentativo più o meno riuscito di comunicare con casa tramite Skype andiamo tutti a nanna, domani ci aspetta il primo vero itinerario in Montenegro: il parco Lovcen.

LUNEDI
La porta di ingresso per il parco Lovcen è Cetinje, antica capitale legata a noi italiani per aver dato i natali alla Regina Elena del Montenegro, moglie di Re Vittorio Emanuele III. Visitiamo il Monastero di S. Isidoro, il Palazzo Reale e … un bel barettino in paese per una birretta e un caffè.
La strada che si inerpica per il Lovcen è molto bella, corre stretta all’interno dei boschi per poi aprirsi in panorami mozzafiato. La percorriamo velocemente facendo però attenzione al fondo scivoloso e alle mucche portate al pascolo da allevatori che ci osservano indifferenti.
Purtroppo ci dobbiamo arrendere ad una sbarra che chiude una parte del percorso, non si capisce bene il motivo ma non essendoci alcuna guardia con cui trattare l’ingresso non possiamo fare altro che cambiare strada. Il morale risale quando siamo di fronte a una colossale grigliata di carne!
Sulla strada del rientro a Kotor visitiamo Budva (che sarà crocevia dei nostri percorsi), cittadina sul mare con un bel centro ricco di locali e una spiaggetta dove probabilmente nei mesi estivi sarà difficile trovare posto per un salviettone. Risolviamo la giornata a qualche venditore di occhiali esageratamente insistente e ripartiamo, per arrivare a Kotor in tempo per un giro turistico-fotografico-souvenir. A letto presto, domani ci attende il lago di Scutari.

MARTEDÌ
Oggi scenderemo fino al confine con l’Albania per poi risalire l’interno lungo il lago di Scutari.
Passiamo ancora per Budva e la prima sosta è per la splendida vista di Sveti Stefan dalle montagne. Questo isolotto è il gioiello e l’immagine simbolo del Montenegro, ora di proprietà di qualche emiro arabo che lo ha trasformato in hotel 6 stelle. Continuando lungo la costa passiamo Petrovac, Bar e Ulcinj; tagliamo all’interno su una strada larga, veloce e con molte curve il che, inutile da dire, ci esalta. Il lago di Scutari è veramente una perla, salutiamo l’Albania sull’altra sponda e torniamo verso nord costeggiando il lago attraverso splendidi panorami, ogni curva nasconde una possibile fotografia ma non possiamo fermarci ogni minuto.
Pranziamo a Virpazar, al Pellicano, il menù a base di carne e pesce è ricco e soddisfa il nostro appetito. Nel pomeriggio visitiamo il villaggio di Rijeka, ai piedi di un laghetto formato dall’estremità del lago di Scutari, e il suo ponte romano, quasi interamente sommerso dalla piena, deve aver piovuto molto nei giorni precedenti, o almeno così ci viene detto. L’ultima parte dell’itinerario di oggi ci porta quasi a toccare ancora Cetinje e scendendo verso il mare decidiamo di scendere a Sveti Stefan, e visto che l’ingresso è vietato ci accontentiamo di un aperitivo in bar proprio di fronte all’isolotto.
Ultima notte all’hotel Cattaro, domani riappesantiamo la moto con i bagagli.

MERCOLEDÌ
Oggi la destinazione finale sarà Kolasin, città di montagna, base per le sciate invernali nel Montenegro.
La strada è ancora veloce e corre lungo il fiume Zeta, l’acqua, che illuminata dal sole mattutino si colora di verde e azzurro, forma la corrente ideale per una discesa in canoa o in rafting, e infatti non mancano i cartelli pubblicitari che propongono queste attività. Passiamo Podgorica, dove torneremo domani, e dopo 3 ore di curve, salite e discese arriviamo all’unica vera sosta di oggi, il monastero ortodosso di Moraca. Pranzo al sacco, caffè autoprodotto sempre grazie all’organizzazione parmigiana e visita al monastero. Giungiamo a Kolasin a metà pomeriggio e abbiamo tutto il tempo per una visita della cittadina che sicuramente nei mesi invernali risulterà più vivace e interessante, ora non c’è praticamente nulla da vedere.

GIOVEDÌ
Oggi arriva il Durmitor, il paradiso dei motociclisti. Partiamo da Kolasin di buona leva e dopo aver passato Mojkovac entriamo in una vallata strepitosa, con il Durmitor di fronte e poi a destra. La neve appena sopra le nostre teste ci preoccupa, l’avevamo letto nel programma, non sempre queste strade si possono percorrere, e infatti dopo pochi chilometri ecco la neve che attraversa la strada e ci blocca la strada. Inutile tentare di passare, non sarebbe stata sicuramente l’unica colata che avremmo potuto incontrare. Va beh, non ci perdiamo d’animo e sotto la guida di Ezio speriamo in altre emozioni. Torniamo verso sud in direzione Podgorica, passiamo Niksic e i suoi splendidi laghi e puntiamo verso il monastero di Ostrog, il più visitato dei Balcani, punto di incontro di ortodossi, cattolici e musulmani. Le emozioni arrivano puntuali grazie a più di 40 tornanti che ci guidano verso il monastero incastonato tra le rocce.
Dopo il pranzo al sacco (noi preferiamo così) scendiamo lungo i tornanti e proseguiamo verso Podgorica, la capitale del Montenegro. La città è vivace e la strada che costeggia la facoltà di lettere dell’Università accontenta i nostri occhi ma rischia di provocare tamponamenti tra le nostre moto! Chi vuole ha tutto il tempo per visitare la città ma quasi tutti optiamo per qualche ora di meritato riposo.

VENERDÌ
Oggi è il giorno del passaggio di frontiera, lasceremo il Montenegro per passare in Bosnia Erzegovina.
La strada ci riporta a Niksic per poi deviare verso sinistra e dopo pochi chilometri arriviamo al confine che con qualche difficoltà burocratica attraversiamo. Fino a ieri il ricordo della guerra dei Balcani non era ancora riaffiorato, il Montenegro ne era stato praticamente fuori, grazie alla protezione Serba, ma passando il confine ci basta guardarci intorno per capire che certe cose non dovrebbero mai accadere: tetti crollati sotto il peso delle bombe, paesini completamente ricostruiti (il che vuol dire prima completamente distrutti) e tanti, tanti cimiteri e lapidi.
Superiamo il lago di Trebinje e puntiamo verso Medjugorje, luogo di pellegrinaggio cristiano dove è avvenuta un’apparizione della Madonna, anche se non riconosciuta dalla Chiesa. La strada è poco interessante e abbastanza trafficata, almeno rispetto a quelle dei giorni scorsi; arrivati a destinazione visitiamo il Santuario e i soliti negozietti tipici di queste situazioni. Si riparte per Mostar, la sua storia e il suo famosissimo ponte.
Mostar toglie veramente il fiato, è facile immaginarla sotto il fuoco incrociato degli eserciti durante la guerra, circondata com’è dalle montagne. La prima conferma è lo sterminato cimitero che si allunga sulla sponda della collina, la seconda gli edifici ridotti a dei gruviera ancora in piedi e lasciati lì come monito per le future generazioni.

SABATO
Giornata interamente dedicata alla visita di Mostar; splendido il centro storico completamente ricostruito, il Suk e naturalmente il ponte sul fiume Narenta. Visitiamo la Moschea e la Chiesa cristiana e ci dedichiamo ai souvenir per i nostri cari. Dopo il pranzo ad un ristorantino con vista ponte rientriamo con calma all’hotel e ci rilassiamo nelle nostre camere.

DOMENICA
A noi piace partire presto, e alle 7,45 siamo già in sella destinazione Sarajevo. Arriviamo all’hotel talmente presto che le camere non sono ancora pronte! Un rapido cambio di abiti e via in taxi verso il centro storico. Anche qui i segni della guerra sono ancora evidenti, in ogni strada notiamo le famose “Rose di Sarajevo” ossia le conche lasciate sulle strade e sui marciapiedi dai colpi degli eserciti, alcune sono state colorate di rosso e da qui il nome di rose. La parte storica si divide tra il Suk e le vie più commerciali dello shopping, i bar alla moda e i locali più arabeggianti. Pranzo a base della tanto sognata pizza e dopo un buon gelato e una quasi pennichella chiudiamo il tour della capitale della Bosnia con le vie delle Ambasciate e una camminata sotto il sole lungo il fiume Miljacka.

LUNEDI
Circa 350 km ci attendono per portarci fino a Spalato, ultima città del nostro viaggio e porto di partenza per l’Italia e per casa.
L’ultima fatica ci porta inevitabilmente a far correre la mente verso i ricordi di questo viaggio, lo splendido gruppo che si è formato, i paesaggi, le curve e le mangiate! Soste frequenti e strade scorrevoli ci portano velocemente al confine croato e a Spalato dove arriviamo nel primo pomeriggio; abbiamo tutto il tempo per visitare il Palazzo Diocleziano e le tipiche vie che formano il centro storico.
Ci imbarchiamo e alle 20,30 puntuali come da programma lasciamo le coste croate per quelle italiane.
E’ stata un’esperienza indimenticabile, la mia Transalp ha retto il confronto con le maxi-tedesche, e se nei primi giorni il gruppo mi aveva quasi convinto a tradire la mia giapponese, ora se lo possono anche scordare, credo che mi accompagnerà ancora per molto tempo per le strade quotidiane e delle mie vacanze.

Stefano Esperti

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