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Un giorno come tanti (forse!) in Sicilia…

Metti un giorno così, uno come tanti, forse! No, non è un giorno come tanti.

Quest’ultimo periodo ci ha visti tutti chiusi in casa, ci hanno detto di fare così, onestamente non saprei dire se è stato giusto oppure no, ma, di certo per chi ama viaggiare, girare in moto è stato difficile. Mi rendo conto che si potrebbe obbiettare per questa affermazione: “è stato difficile”, già, cosa ci sarebbe di difficile, basterebbe pensare per un attimo a chi, in questo periodo, sta male, ha perso qualche persona cara oppure non ha speranze per il futuro. Ma anche questo è il senso della vita, che si chiami covid o come preferite non è mai esistito un periodo perfetto e forse sarebbe meglio pensare in maniera più positiva, ottimistica, cercando di riacquisire quella spensieratezza che ci rende liberi.

Oggi non è stato un giorno così, come tanti. Sicilia, primi di gennaio, una temperatura mite ed un sole che sembra voglia coccolarti, cosa fare? Semplice, prendo la moto e via, così, come per magia, raggiungo un paesino arroccato, Forza d’Agrò, che fa parte del comprensorio della Valle d’Agrò e dell’unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani. Vi chiederete, cosa c’entra la magia? Semplice, come succede, di certo, a tanti di noi, la moto andava nel suo scorrere lento, curva dopo curva, incrocio dopo incrocio. Avete in mente quei momenti che si va senza sapere dove? Si, proprio uno di quei momenti. La piazza era vuota, così come tutto il borgo, bellissimo. Da lontano l’Etna dominava con la sua bianca neve e appena girate le spalle si scorgeva la bellezza dello stretto di Messina. Presa in mano la macchina fotografica, uno scatto dietro l’altro, come a voler fermare il tempo. La meraviglia di un piccolo borgo, così bello ed allo stesso tempo tanto curato. Una strana musica attirava la mia attenzione, dalla piazza, giù in basso, un suono di zampogne in festa.

Frettolosamente vado incontro a quella melodia, così allegra e ricca di vita.

Dei musicisti, con abiti tipici stavano proprio lì, a suonare, con una scenografia da favola e… come sfondo c’era il mare, con quell’azzurro intenso, tipico invernale, rubato al cielo. Di fronte a loro quattro persone ballavano, con un fare leggero, ricco di gioia e tanta voglia di vivere.

Fermarmi a guardarli è stato come ricevere un regalo, improvvisamente tutte le preoccupazioni, tutti quei momenti d’ansia che questo periodo ha riversato a tanti di noi, sparisce.

La vita continua, gioiosa col suo battere del tempo, il tempo di una musica in festa, il tempo di chi desidera riappropriarsi della propria fantasia.

Appena sarà possibile, ritorniamo sulle nostre moto, riprendiamoci tutti i momenti che abbiamo tenuto chiusi nel cassetto della nostra fantasia. Viaggiare in moto ci rende liberi, ma, questo, lo sappiamo già.

Peppe Pagano
Motoexplora Tour Operator

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