Leqet e Hotit – Le corde di Hotit | Racconto di Motoexplora
Ci sono strade che non si limitano a portarti da un punto A a un punto B. Ci sono strade che ti mettono alla prova, che ti chiedono rispetto, che ti parlano. Leqet e Hotit, conosciute come le corde di Hotit, sono esattamente questo: una conversazione ruvida e sincera tra uomo, moto e montagna. Qui non vieni per “fare chilometri”, vieni per viverli.
Siamo nel nord dell’Albania, terra di confine e di carattere, dove le Alpi Albanesi stringono l’asfalto come dita callose. Il nome “corde” non è casuale: la strada si arrampica con una serie di tornanti tesi, quasi tirati con forza sul fianco della montagna, come corde fissate per non far scivolare via il tempo. È un passaggio che unisce luoghi, ma soprattutto unisce epoche: la modernità del viaggio in moto e l’antichità di una terra che non ha mai smesso di essere se stessa.
Arrivare a Leqet e Hotit in moto significa rallentare. Non perché la strada non lo permetta, ma perché gli occhi chiedono tregua per assorbire tutto. Le pareti rocciose incombono, la valle si apre all’improvviso e il vento porta con sé odore di pietra, erba secca e libertà. Ogni curva è una promessa, ogni tornante una domanda: “Sei davvero presente, o stai solo passando?”
Motoexplora nasce proprio per questo tipo di luoghi. Non per collezionare bandierine sulla mappa, ma per raccontare storie che lasciano il segno. Qui la guida diventa istinto: frizione, gas, sguardo lontano. Il ritmo lo decide la montagna. Le corde di Hotit non si dominano, si assecondano. Ti insegnano che viaggiare non è conquistare, ma ascoltare.
I villaggi che punteggiano il percorso sembrano osservarti in silenzio. Case di pietra, recinzioni semplici, volti segnati dal sole. La gente di Hotit non ha bisogno di presentazioni: basta uno sguardo, un cenno del capo. Qui l’ospitalità è concreta, fatta di gesti e non di parole. Un caffè offerto, una panchina all’ombra, una storia raccontata con le mani. È un’Albania autentica, lontana dalle rotte facili, che Motoexplora ama raccontare senza filtri.
Guidare qui significa anche fare i conti con sé stessi. Leqet e Hotit non perdonano la distrazione. L’asfalto cambia, a volte si stringe, a volte si rovina. Ma è proprio questa imperfezione a rendere il viaggio reale. Ogni chilometro è guadagnato, ogni sosta è meritata. Quando spegni il motore e ti togli il casco, senti il silenzio entrare dentro. Ed è un silenzio che pesa quanto basta per farti sentire vivo.
Le corde di Hotit sono un simbolo. Di resistenza, di connessione, di equilibrio. Tengono insieme la montagna e l’uomo, il passato e il presente, il viaggiatore e la strada. Per Motoexplora, questo tratto non è solo una destinazione: è un manifesto. Un invito a scegliere strade che non fanno sconti, ma regalano ricordi veri.
Quando riparti, lo fai con qualcosa in più. Non un souvenir, ma una consapevolezza. Che il viaggio migliore non è quello più comodo, ma quello che ti cambia. E Leqet e Hotit, con le loro corde tese tra cielo e roccia, ti cambiano davvero. Se ascolti. Se rispetti. Se viaggi, come facciamo noi, con l’anima prima ancora che con le ruote.
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