C’è un momento, quando arrivi a Praga in moto, in cui capisci che non sarà solo una tappa. È quando il profilo delle guglie si accende al tramonto e il fiume riflette una città che sembra uscita da un racconto gotico. È lì che Motoexplora rallenta, spegne il motore e si prende un respiro lungo, perché Praga non si attraversa: si assorbe.
Siamo nel cuore della Praga, città sospesa tra storia imperiale e spirito underground. Le strade che conducono qui – se arrivi dalla Baviera o scendi dai Sudeti – sono un piacere per chi ama guidare: curve morbide, boschi fitti, piccoli villaggi con tetti rossi e stazioni di servizio che diventano punti d’incontro per motociclisti di ogni lingua. La Repubblica Ceca è accogliente, concreta, con quell’aria un po’ ruvida che a noi di Motoexplora piace da matti.
Il Ponte che unisce le epoche
Il primo passo è sul Ponte Carlo. Ci arrivi a piedi, casco in mano, e lo attraversi lentamente. Le statue ti osservano come guardiani silenziosi, mentre la Moldava scorre sotto con la calma di chi ha visto passare secoli di re, invasioni e rivoluzioni. All’alba è magia pura: pochi passi, qualche fotografo ostinato e il suono lontano di un violino. È il momento in cui Praga ti parla davvero.
Dall’altra parte si apre la Città Vecchia, un dedalo di vicoli che profumano di cannella e birra artigianale. Qui ogni angolo è una cartolina, ma senza l’effetto finto. È tutto autentico, vissuto.
Il cuore che batte in Piazza
La Piazza della Città Vecchia è il centro pulsante. Qui domina l’Orologio Astronomico di Praga, un capolavoro medievale che ancora oggi incanta con il suo meccanismo perfetto. Ogni ora si raduna una piccola folla con lo sguardo all’insù: turisti, ragazzi, viaggiatori solitari. Motoexplora si mescola, osserva, ascolta. Perché viaggiare è anche fermarsi.
Poco distante, le torri gotiche della Chiesa di Týn sembrano voler bucare il cielo. E tu ti chiedi come sia possibile che una città così compatta riesca a concentrare tanta bellezza in pochi chilometri.
Il Castello: dominare l’orizzonte
Salendo verso il Castello di Praga, la prospettiva cambia. Le strade si fanno ripide, il panorama si allarga. Qui la moto la lasci parcheggiata e continui a piedi, perché ogni scorcio merita tempo. Il complesso è immenso, un intreccio di cortili, palazzi e cattedrali. Dentro la Cattedrale di San Vito la luce filtra dalle vetrate colorate creando un silenzio quasi irreale.
Dall’alto, Praga si distende come un mare di tetti rossi. È uno di quei panorami che ti restano dentro, come una fotografia mentale che riaffiora nei mesi invernali quando la moto è in garage e sogni la prossima partenza.
Quartieri alternativi e spirito libero
Motoexplora non si ferma alle cartoline. Attraversiamo il quartiere di Žižkov, più crudo, più reale. Murales, pub storici, musica live. Praga è anche questo: un’anima ribelle che ha attraversato il Novecento con cicatrici profonde ma con una voglia di libertà che si sente nell’aria.
E poi c’è la birra. Non è solo una bevanda, è cultura. Sedersi in una birreria tradizionale dopo una giornata in sella è parte del viaggio. Si parla con sconosciuti, si confrontano itinerari, si scambiano consigli su strade poco battute verso Český Krumlov o la Svizzera Boema.
Consigli Motoexplora per chi arriva in moto
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Periodo migliore: primavera e inizio autunno. Temperature perfette e meno folla.
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Parcheggi: usa i parcheggi custoditi vicino al centro storico; il traffico può essere intenso.
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Strade panoramiche: prova il tratto lungo la Moldava verso sud, curve dolci e paesaggi verdi.
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Equipaggiamento: anche d’estate porta uno strato caldo, le sere possono sorprendere.
Praga non è solo una destinazione, è un’esperienza stratificata. È il rumore degli stivali sul selciato, il riflesso delle luci sull’acqua, il profumo di cucina tradizionale che esce dai vicoli. È una città che ti invita a rallentare, a guardarti intorno, a ricordarti perché viaggi.
Quando riparti, accendi la moto e attraversi ancora una volta il fiume, sai già che tornerai. Perché alcune città si visitano. Altre – come Praga – si vivono. E Motoexplora questo lo sa bene: la strada continua, ma certe emozioni restano parcheggiate dentro di te, pronte a riaccendersi al prossimo viaggio.
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