al momento stai visualizzando riflessioni di un motoviaggiatore

Riflessioni di un motoviaggiatore

Quasi quasi, quest’anno, prendo la moto e parto per un viaggio!

Va bene, l’idea di un viaggio fa parte dei nostri desideri, la voglia di scoprire mondi nuovi, incontrare persone nuove ma, soprattutto, togliersi di dosso la quotidianità, quell’insieme di problematiche che, giorno dopo giorno, ci accompagnano rendendoci la vita come fosse un semplice orologio che scandisce il tempo.

Si, va bene, però, forse… quanti dubbi ci attanagliano! Questo 2020 è stato un po’ strano, difficile e soprattutto inaspettato. Chi lo immaginava? L’impossibilità di poter stringere una mano, abbracciare gli amici e le persone care e per cosa? Per qualcosa che non riusciamo a vedere, a combattere, a conoscere e che ci priva del nostro essere. Un male nascosto che ha dato spazio a quanto di più triste può vivere in noi: la paura. La scienza fa passi da gigante e sicuramente vinceremo questa sfida, vinceremo la battaglia contro questo nemico invisibile, e dopo? Dopo dobbiamo fare i conti con noi stessi, con quella paura che ci ha preso nell’intimo.

Ma cosa c’entra tutto questo con un viaggio e poi in moto?

Cominciamo dall’ultimo punto; la moto!

Cosa rappresenta per noi che ci definiamo “mototuristi”? Semplice: libertà di sognare, di vivere le nostre emozioni, di godere di panorami, strade e soprattutto incontri con le persone. Tante volte con persone sconosciute, incontrate qualche attimo prima ma che con semplicità scambiano delle parole con noi, delle volte semplici altre volte in grado di raccontare il senso della vita. Quante volte ci è successo in viaggio! Ricordo ancora la storia di Leonardo, un uomo dell’entroterra siciliano che ha cominciato a parlare della sua difficile vita, si raccontava a noi con semplicità senza usare difficili parole, ci raccontava del suo ex percorso di tossico dipendente, alcolista e che adesso era riuscito a dare un senso alla sua esistenza, parlandone con gli altri e invitando ad essere maggiormente rispettosi non solo degli altri ma principalmente di noi stessi. No, viaggiare in moto non è un semplice viaggio è qualcosa di diverso.

Già la moto, un semplice insieme di parti meccaniche…. Forse! No, la moto è molto di più!

L’idea del viaggio, poi, è insita in molti di noi, abbiamo sempre voglia di scoprire, guardare il mondo che ci circonda e con una prospettiva diversa.

Viviamo la difficolta della strada, abbiamo la consapevolezza anche della pericolosità di questo… una banale macchia d’olio sull’asfalto rischiamo di pagarla a caro prezzo ma demordiamo per questo? Noi che viaggiamo in moto, anche se non lo diciamo e forse per scaramanzia, abbiamo un modo diverso di vedere e vivere le cose e la vita.

Sono certo che saremo i primi a ritornare a viaggiare, non possiamo farne a meno è troppo insito in noi, daremo l’esempio giusto di come debellare la paura.

Prendiamo spunto dalla grande lezione di Tucidide, che raccontò la peste che colpì Atene durante la guerra del Peloponneso

«Ma di tutto il male la cosa più terrificante era la demoralizzazione da cui venivano presi quando si accorgevano di essere stati contagiati dal morbo… Ciò provocò la più vasta mortalità». “Atene non cadde per la peste ma per la paura di essa”

Col dovuto rispetto… chissà se Tucidide vivesse i giorni nostri… probabilmente viaggerebbe in moto.

Peppe Pagano

Motoexplora tour operator

Chiudi