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Sicilia: Marzo 2016

a cura di Silvia Gambin

“La mia terra è sui fiumi stretta al mare, non altro luogo ha voce così lenta, dove i miei piedi vagano, tra giunchi pesanti di lumache.” (Salvatore Quasimodo)
Finalmente la Sicilia in moto! Così esordisco alla conferma del viaggio che ci riporterà nella stupenda isola del Sole.
In realtà erano parecchi anni che avevamo progettato questo viaggio, ed è infatti questo desiderio che ci ha fatto conoscere Peppe e Motoexplora, navigando virtualmente alla ricerca di un itinerario organizzato che ci portasse alla scoperta della Sicilia meno turistica.
Ci incontriamo con il resto del gruppo il venerdì Santo al porto di Civitavecchia, ritroviamo con piacere Peppe e Giorgino con i quali abbiamo condiviso altri viaggi.

Pensando di essere gli ultimi arrivati, mentre stiamo scambiando due chiacchiere, la nostra attenzione viene catturata da una moto che si avvicina a noi con tanto di simbolo pasquale, ovvero un ramoscello d’ulivo che spunta dal cupolino della moto.
Si certo sicuramente pertinente vista la giornata, ma davvero insolito come portafortuna!
Veniamo così travolti dalla simpatia di Max, che ci fa sapere che l’ulivo è benedetto e che ci proteggerà per il viaggio.
Il mattino successivo la Sicilia vede sbarcare 16 moto e 21 anime desiderose di sole, bei panorami e nuove scoperte.
Diciamo che la partenza per quanto riguarda il meteo non è delle migliori, nuvole minacciose e pioggerellina ci accolgono nella” Terra del Sole” (ecco appunto… dove si è nascosto???).

Peppe ci promette che ci consoleremo presto con una leccornia gastronomica, e in sella alle nostre moto ci dirigiamo da Palermo verso Castellamare del Golfo.
Durante il tragitto ci fermiamo nel punto in cui avvenne la strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della sua scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinari e Vito Schifani.
Dove è avvenuta l’esplosione, a ricordo di quanto è accaduto, è stata posta una colonna con impressa la data del 23 maggio 1992 ed i nomi di chi ha perso la vita quel giorno.

Davanti a questo monumento e su questa terra che calpestiamo, i pensieri vanno al sacrificio di tutte quelle persone che hanno lavorato per dare un futuro migliore e diverso a questa terra ed alle generazioni future, per poi essere lasciati soli e a volte dimenticati.
Ci troviamo in una bellissima regione da sempre in mano a chi non ha saputo sfruttare le sue potenzialità ed ha gestito il corso della storia basando la cultura sulla morte e sullo sfruttamento. Lo stesso Falcone disse: “La cultura della morte non appartiene solamente alla mafia, tutta la Sicilia ne è impregnata”.
Lasciato la località Isola delle Femmine, con tante emozioni a volte contrastanti, arriviamo all’appuntamento con la nostra prima colazione siciliana: le cassatelle.

Dolce tipico con ripieno di ricotta e gocce di cioccolato, un vero toccasana per corpo e spirito!
Alla fine perdoniamo alla Sicilia l’accoglienza senza il sole e senza arrenderci alle condizioni meteo avverse, ci dirigiamo verso la parte occidentale dell’isola per raggiungere Segesta.
Il sito è molto suggestivo, il teatro greco è posto in posizione panoramica in cima al monte, noi però raggiungiamo con una passeggiata in salita (già complicato così viste le calzature da moto) il tempio dorico risalente al 430 a .C.
Grazie alla primavera in arrivo il tempio è circondato da fiori colorati che esaltano il colore del colonnato e l’ottimale stato di conservazione.
Fatte le rituali foto ricordo, ripartiamo alla volta delle Saline di Trapani, non dopo però un abbondante pasto a base di cozze che ha messo a dura prova la risalita sui nostri bolidi.

In ogni gruppo che si rispetti esistono delle regole per coordinare lo stesso e farlo funzionare, qui sono decise “democraticamente” da Peppe che rimane sorpreso quando un componente chiede, durante il pranzo, di far benzina per “non disturbare” gli altri del gruppo… e il nostro tour leader coglie al volo la ghiotta occasione chiamando il nostro gruppo whatapp “Sicilia per non disturbare”.
La Riserva Naturale dello Stagnone ci accoglie con un cielo che non vuole arrendersi alle nuvole e fa apparire i mulini (utilizzati per macinare il sale) quasi sospesi sugli specchi d’acqua delle saline.

Visitiamo l’interno del mulino dove assistiamo alla proiezione di un filmato che ci narra la raccolta del sale e la dedizione e lo sforzo di coloro che se ne occupano ancora utilizzando metodi artigianali e manuali, per ottenere il prodotto più naturale possibile, e questo, non dimentichiamolo, sotto il sole cocente delle estati sicule.
Alla nostra partenza il sole decide di darci il benvenuto regalandoci delle sfumature colorate sullo specchio d’ acqua delle saline, preludio di un tramonto davvero suggestivo.

Arriviamo a Sambuca di Sicilia che ci ospiterà per la prima notte siciliana e dove ci attende una cena ricca di prelibatezze locali. Parcheggiamo le moto all’interno di una corte, e subito brindiamo al nostro primo giorno d’avventura.
Il giorno di Pasqua ci sveglia con un bel sole. Dopo una colazione leggera (vista la rimpinzata del giorno precedente) partiamo alla volta di Cefalù.
Alla partenza uno straordinario effetto del clima ha circondato il podere che ci ha ospitati per la notte, di una fitta nebbia che circonda gli uliveti e la parte inferiore delle nostre moto, tanto da farci sembrare sospesi da terra.
Arriviamo a Cefalù e dopo aver trovato un park per le moto (un po’ complicato visto anche il periodo) ci dirigiamo alla scoperta di questa cittadina sul mare seguendo la nostra guida.

Le viuzze medievali si snodano lungo il nostro percorso su scorci che ricordano l’attraversare della storia di Cefalù che ha origini preistoriche, come lo dimostrano alcune tracce trovate nelle grotte della Rocca che la sovrasta.
Raggiungiamo Porta Pescara che oltrepassiamo per raggiungere il porto vecchio, dove come cita una targa è stato girato il film premio Oscar “Nuovo cinema Paradiso”.
Durante la nostra passeggiata vediamo anche un lavatoio medievale e il vecchio municipio da dove Garibaldi nel 1862 parlò alla popolazione.
Raggiungiamo così il Duomo, da dove vediamo uscire Max che nel frattempo non si è perso la liturgia Pasquale.
Riusciamo a visitare l’interno della Cattedrale voluta da Ruggero II che, narra la leggenda, scampato ad una tempesta, ha voluto onorare il suo voto costruendo questa maestosa chiesa.

Riscendiamo la scalinata che conduce alla Cattedrale per ritornare alle nostre moto che ci condurranno alla nostra prossima tappa.
Il pranzo pasquale a base di arancini e cannoli ci ricorda che ci troviamo in un territorio dove la cucina ha un posto di rilievo nella vita di tutti i giorni ed è conosciuta in tutto il mondo.
Dopo il pasto alquanto calorico e un po’ di relax guardando il mare da una stupenda terrazza assolata, riprendiamo il tragitto che ci condurrà a Tindari.
Arrivati al parcheggio ci accorgiamo che il Santuario è posto in cima ad una rocca, decidiamo quindi di prendere il bus navetta per evitare ancora torture ai nostri piedi rinchiusi negli stivaletti da moto.

Il Santuario della Madonna Nera in quel momento ospita dei fedeli che assistono alla funzione, all’ingresso ci viene dato un opuscolo che ci ricorda che siamo nell’anno del Giubileo della Misericordia e che stiamo per varcare la Porta Santa.
Tindari fu colonia greca fondata nel 396 a.c. e, a testimonianza di ciò rimane il teatro greco che dista pochi metri dal Santuario. Curiosi di vederlo ci troviamo davanti al cancello chiuso ed allo sguardo ”costernato” del custode che ci indica l’orario di chiusura anticipato, visto il passaggio all’ora legale avvenuto la notte precedente.

“Che peccato!”… un po’ perplessi riguardo le giustificazioni del custode, facciamo una passeggiata ammirando il panorama.
La giornata volge al termine e raggiungiamo il nostro hotel davvero felici di trovarci in un posto bellissimo con un panorama meraviglioso che ci fa ammirare le isole Eolie al tramonto.
Il giorno di Pasquetta partiamo alla volta di Novara di Sicilia percorrendo la ss 185.
Durante il percorso ci fermiamo ad ammirare la Rocca (che ricorda un leone accovacciato) a ridosso del paese e che ne è oramai custode e protettrice.
Arriviamo in piazza che oggi è riservata a Motoexplora (come recita l’avviso posto sul divieto di sosta) e parcheggiamo le moto.
Come prima cosa dobbiamo assolutamente ristabilire il nostro livello glicemico e che cosa c’è di meglio di un bel dolce a base di ricotta? Entriamo nella pasticceria della signora Angelina che accoglie Peppe e noi con tanta simpatia (visto anche il motivetto che le intoniamo a ricordo di un suo grande amore) e ci offre subito dolci e una bella torta.

Carichi di energie cominciamo la nostra passeggiata per Novara, paese del formaggio Maiorchino e della celebre gara.
Incontriamo il sig. Nino alle porte del Teatro e con lui varchiamo la soglia di questo edificio prestigioso del centro storico. L’entusiasmo e la parlantina del signor Nino ci tengono incollati alle sedie del teatro, mentre lui ci narra la storia della città passata attraverso l’epoca romana, araba ma che affonda le sue origine nella preistoria e di tutto quel simbolismo esoterico che ritroviamo nei palazzi e monumenti. Rapiti dalle parole di questo esile uomo che sprigiona tanta sapienza e che ribadisce più volte di trovarsi davanti ad un gruppo di “altissimo lignaggio culturale”, restiamo basiti…chi noi?!?!?
Dopo qualche risata e sentendoci davvero sopravalutati dal signor Nino lo seguiamo fuori dal teatro alla scoperta delle altre bellezze di questo paese noto per le decorazioni su pietra eseguite dai maestri scalpellini. Ci congediamo dalla nostra sapiente guida davanti al Municipio. La sua ultima storia riguarda quel palazzo dove una volta sorgeva un Monastero, e del fantasma del monaco cattivo che ancora si aggira senza pace …e chi se lo scorda più?

Ripartiamo ringraziando il sole per esserci, perché dopo le storie horror del signor Nino ci mancava solo il temporale per mettere alla prova il nostro proverbiale coraggio da motociclisti.
Durante il tragitto che ci conduce all’Etna il paesaggio che si presenta è ricco di ulivi e pascoli. Ad un certo punto la nostra corsa è interrotta da un toro che pacifico passeggia in strada per raggiungere il pascolo vicino, guarda con aria perplessa i nostri cavalli a motore e prosegue spostandosi nella carreggiata opposta, quasi in segno di saluto nei nostri confronti.
La strada verso la cima de “a Muntagna” come la chiamano i siciliani ci permette di far “sgranchire” le nostre moto e dopo vari tornanti raggiungiamo il nostro ristorante per il pranzo di Pasquetta.

Il signor Michele (personaggio alquanto singolare) ci accoglie sulla terrazza del suo bar con panini imbottiti caldi, ed ecco fatto il classico pic-nic di questa giornata di festa.
Dopo il nostro ristoro ripartiamo, e la tappa successiva ci regala bellissime emozioni quando arriviamo nelle vicinanze di alcuni crateri non più attivi.
Il paesaggio che ci si prospetta è lunare! Facciamo una passeggiata con tanto di casco in testa per proteggerci dal vento freddo che soffia in quel momento e sembriamo astronauti sbarcati sulla luna.
Trovarsi sul vulcano attivo più grande d’ Europa con i suoi 3323 mt di altezza, in un paesaggio quasi surreale, permette di capire quanto la potenza umana non ha confronti con quella della natura.

L’ attività vulcanica iniziò 600.000 anni fa e da allora l’Etna non ha mai risparmiato gli abitanti delle varie fasi storiche ai suoi straordinari spettacoli che purtroppo si sono rivelati in più occasioni scenario di morte per molte persone.
A tutt’oggi si può ammirare la sua cima fumante da ogni punto di questo versante dell’isola, ed è capitato anche a noi di vedere il “grande camino” salutarci da lassù.
Riprendiamo il nostro tour con meta Acitrezza, che ci ospiterà per due notti.
Al nostro arrivo i “Faraglioni” o scogli dei Ciclopi ci danno il benvenuto.
Secondo la leggenda Polifemo accecato gli avrebbe scagliati contro Ulisse in fuga, e così le grandi rupi basaltiche ora fanno da sfondo a foto davvero suggestive, complice un tramonto multicolore
Al parcheggio dell’hotel noi donne veniamo omaggiate da mimose locali, davvero sorprendenti per dimensioni rispetto a quelle commercializzate al nord Italia.

La serata si svolge con cena in hotel e dopocena con passeggiata lungomare alla ricerca ancora della nostra insaziabile voglia di dolce, ed è così che a nostra insaputa inneschiamo il caso “dolcetti ce ne sono sempre…” (ricordate Irene e Secondo?).
Perplessi per l’accaduto ce ne torniamo in hotel con il nostro bottino di gelati e caffè gentilmente offerti dal titolare dell’hotel, ristorante e pasticceria dove ci siamo recati… insomma il titolare del paese!
La mattina ci svegliamo con un splendida vista faraglioni e il sole che illumina il mare, strepitoso!
Oggi in versione più turisti che motociclisti con le nostre felpe nuove, create appositamente per festeggiare il decimo anniversario Motoexplora (evviva!!!), visitiamo Acireale, la città di Peppe.

Manco a dirlo il parcheggio per le nostre moto si trova in pieno centro, davanti al municipio e frontale a Piazza Duomo.
Una gustosissima granita alle mandorle con brioche è la nostra colazione nel famoso caffè Cipriani, situato di fronte alla bella Basilica di San Sebastiano.
Dopo la spiegazione di Peppe per degustare al meglio questa prelibatezza (che d’altro canto non ha deluso le nostre aspettative) passeggiamo alla scoperta della città.
Acireale vanta una fantastica architettura barocca, è situata tra Taormina e Catania e come la maggior parte delle località costiere fu distrutta dal terremoto nel 1693 e ricostruita grazie ad aristocratici e mercanti che vollero conservare il suo fascino.
Raggiungiamo il museo dei Pupi dove possiamo osservare queste marionette, segno della cultura locale, protagoniste degli spettacoli che si tenevano nel Teatro dell’Opera.

Il seguito tra il popolo delle vicende di Carlo Magno e dei suoi paladini era tale, da farci pensare ad una sorte di precursore delle attuali fiction televisive.
Abbiamo così scoperto che ci sono i Pupi palermitani, leggeri e snodabili e quelli catanesi più pesanti e con gli arti fissi.
Il Puparo era colui il quale curava lo spettacolo e il popolo spesso analfabeta, si ritrovava a sapere a memoria Opere come l’Orlando Furioso o La Chanson de Roland.
Dopo aver visitato la Cattedrale in piazza Duomo e il museo delle divise militari ci accorgiamo che “tanta cultura” ci ha messo appetito ed è ora della pausa pranzo, oggi al sacco (si fa per dire) con arancini pizzette e arance di Sicilia acquistate al mercato locale dalle donne del gruppo.
Raggiungiamo Pozzillo località balneare ed oggi il nostro ristorante all’aperto. Ci sistemiamo sugli scogli da dove possiamo controllare le nostre moto parcheggiate lungo il molo.

Rilassarsi sotto il sole primaverile davanti al mare e guardati alle spalle dalla “grande Montagna” ha davvero dato una sferzata di energia a tutti e ci ha fatto assaporare per un paio d’ore il gusto di una vacanza rilassante condita da tante risate e compagnia.
Ma i motociclisti non si arrendono al relax, il tempo è tiranno e le cose da vedere molte, quindi risaliamo in sella alla volta di Taormina.
Sembra che i parcheggi per le moto in Sicilia siano un problema, così dopo esser stati letteralmente cacciati da un parcheggio riusciamo finalmente a far riposare le nostre moto e noi a raggiungere la rocca dove si trova il centro città.
L’attrattiva principale è senza dubbio il Teatro Greco dal quale si gode una meravigliosa vista panoramica sull’Etna che noi non ci vogliamo perdere.
Dopo la visita al Teatro passeggiamo nel centro città, la via principale è famosa per i numerosi negozi e boutique d’alta moda. Non dimentichiamo che ci troviamo in una località esclusiva e che il turismo d’eccellenza l’ha fatta diventare meta e richiamo del jet set internazionale, grazie anche al famoso Festival del Cinema.

Il corso principale è vivace e affollato, ma il vero fascino di questa cittadina medievale è dato dai vicoletti dove è bello perdersi tra il saliscendi delle scalinate, le botteghe d’artigianato e i bei palazzi.
In questo bel pomeriggio di sole ci concediamo un gelato e dopo aver raggiunto Piazza IX Aprile da dove la vista del mare e dell’Etna dalla terrazza panoramica è davvero mozzafiato. Ritorniamo verso il nostro punto di ritrovo incontrando gli altri componenti del gruppo, chi intento negli acquisti chi semplicemente ammirando una gigantesca bouganville del balcone di un palazzo.
Anche questo pomeriggio volge al termine e ci aspetta una bella serata gastronomica.
Un aperitivo e doccia ristoratrice e siamo pronti per raggiungere (questa volta in taxi) il ristorante su palafitte dove ci aspetta Peppe, questa sera insieme alla sua famiglia.

Il mattino ci sveglia con un sole stupendo e i Faraglioni salutano dal luccichio del mare la nostra partenza in direzione sud-est.
Noto ci accoglie dall’ingresso di Porta Reale, dove parcheggiamo le nostre moto e incontriamo la guida che ci accompagnerà nella passeggiata alla scoperta di questa bella realtà di stile barocco.
Percorriamo il Corso Vittorio Emanuele dove si trovano gran parte di monumenti e chiese della città, ed è così che vediamo la cattedrale di S. Nicolò (ristrutturata dopo il crollo della cupola nel 1996) la chiesa di Santa Chiara, il palazzo Nicolaci con le decorazioni dei balconi e la strada che si colora di petali di fiori ogni maggio quando avviene la manifestazione dell’Infiorata.
Noto fu interamente ricostruita dopo il terremoto del 1693 che la rase completamente al suolo, le calde tonalità della pietra locale, complice un bel sole, avvolgono la città di un bagliore accecante e fanno risaltare l’azzurro del cielo e il verde delle piante che abbelliscono il centro storico.
Il nostro percorso finisce davanti al teatro Comunale ed al ritorno ai nostri bolidi ci attende la sorpresa di una bella spremuta d’arancia fresca che ci ristora da una passeggiata sotto un sole quasi estivo.

Lasciamo uno dei siti Patrimonio dell’Umanità per raggiungere Modica, famosa per il suo cioccolato e città natale di Salvatore Quasimodo.
Il nostro pranzo oggi doveva essere a base del famoso gelato più buono di Modica (di Sicilia, Italia, Europa, Mondo, Universo… ed isole comprese!), ma come si fa a dire di no agli ennesimi arancini? Ed è così che finiamo per rimpinzarci come al solito e mentre ci rilassiamo al sole accogliamo un amico motociclista locale che ci è passato a salutare in segno di benvenuto, e con il quale, noi donne, facciamo una bella foto ricordo (bellezze locali… vero ragazze?!?).
Le foto dalla panoramica della città sono d’obbligo, così come l’acquisto del famoso cioccolato da portare a casa come souvenir commestibile …e che souvenir!

Riprendiamo le nostre moto e percorriamo chilometri circondati da piantagioni di fico d’india. La strada che ci condurrà a Caltagirone si snoda tra pascoli, dove passeggiano beate le mucche, piantagioni di aranceti ed enormi piante di mimosa e ginestra.
Arriviamo in paese e subito la vista sulla maestosa scalinata di Santa Maria del Monte è stupefacente!
La piazza diventa il nostro parcheggio e subito siamo l’attrattiva pomeridiana della popolazione.
La foto di rito con striscione oggi è sulla famosa scalinata e subito dopo ci mettiamo alla prova con questa seduta di fitness che ci porterà fino in cima, salendo i 142 gradini decorati con la famosa ceramica.

La vista da sopra la scalinata è davvero impareggiabile e felici della nostra “sfacchinata” ci godiamo il panorama della vallata.
Ritornati in piazza, un simpatico siparietto ha come protagonista un giovane ottantenne che avvicinatosi incuriosito alle nostre moto ha cominciato a parlarci in dialetto siciliano incomprensibile! Tra le nostre facce a metà tra lo sgomento ed il divertito, Stefano riesce a fargli l’intervista stile “Iene”.
Raggiungiamo il nostro hotel situato nella parte bassa della città di Enna, e ci possiamo rilassare con un bel aperitivo prima di cena.
Al mattino uno splendido sole accompagna le nostre foto panoramiche con vista Etna, la nostra visita culturale oggi ci porta a Villa Romana del Casale.
La villa romana costruita all’inizio del IV secolo è il più importante sito romano di tutta la Sicilia, è rimasta sepolta da un frana nel XII secolo e solo nel 1950 furono intrapresi i lavori per riportarla alla luce.

I favolosi mosaici, ancora in ottimo stato, narrano le vicende delle vita quotidiana di allora e sorprendono per la modernità che li avvicina ai giorni nostri.
Purtroppo ancora molto c’è da dissotterrare e nonostante l’importanza e l’unicità del sito, ancora qui il turismo non è arrivato al suo apice. Con un piccolo sondaggio tra di noi ci siamo accorti che solo due persone su 20 sapevano dell’esistenza di questa villa, davvero sconsolante!
Dopo gli acquisti di rito culinari e non, andiamo a pranzo e visto che le porzioni dei nostri pasti non sono moderate, rientrati in hotel un piccolo gruppo decide di “smaltire” (o semplicemente per affrontare la cena) facendo quattro passi.
La nostra passeggiata ci porta all’incontro con un accogliente pastore locale con il quale scambiamo quattro chiacchiere.
Ci svegliamo il giorno seguente abituandoci a questo bellissimo sole primaverile, ci avviamo verso la nostra meta di oggi: il Castello Manfredonico di Mussomeli.

Prima di tutto però giriamo lo spot del viaggio …risate a non finire!
Il castello è posizionato su una rocca che si raggiunge a piedi da una scalinata, il panorama è molto bello e incuriositi anche dalla leggenda del fantasma Guiscardo (al servizio di re Martino I di Sicilia) che pare si aggiri ancora tra le stanze del castello, affrontiamo la salita.
Il castello fu costruito nel 364 e fu di proprietà di Manfredi III di Chiaramonte (conte di Modica). Purtroppo l’interno è privo di arredi ma ugualmente affascinante.

Usciti tutti dal Castello su richiesta della nostra guida (che aveva finito il turno di lavoro) ci allontaniamo senza accorgerci che manca all’appello Max, il quale spunta trafelato dal portone principale appena chiuso dalla signora. Ci resta ancora in dubbio il fatto che lo abbia aperto da solo… gli avrà dato una mano il fantasma di Guiscardo?!?
Dopo il nostro siparietto quotidiano e qualche intoppo con una moto che non partiva, dopo pranzo, ci avviamo alla volta di Agrigento e della valle dei Templi.

Nella visita al sito archeologico più grande del mondo con i suoi 1300 ettari, ci accompagna Lorenzo la nostra guida di oggi.
Akragas fu fondata nel 581 a.C. da alcuni abitanti originari delle isole di Rodi e Creta e grazie alla sua posizione geografica fu una delle città più importanti del mondo antico.
La visita ci porta ad ammirare il maestoso Tempio della Concordia edificato nel 430 a.C. e trasformato in basilica cristiana nel 597. Passeggiamo circondati da mandorli ed ulivi centenari ed ammiriamo anche il tempio di Giunone e di Ercole con le sue otto colonne ancora erette verso il cielo.
Una delle immagini che ricorderò di questo viaggio è il tramonto sui templi mentre ce ne andiamo verso la nostra ultima serata insieme in terra di Sicilia.

Raggiungiamo Sambuca di Sicilia, partenza ed arrivo del nostro viaggio, prima di arrivare alla bella location Peppe grida “all’ammutinamento“ quando svoltando verso l’ingresso non si trova più il gruppo a seguito! Vabbè uno scherzo al nostro tour leader a fine viaggio ci stava…in fondo siamo stati o no il miglior gruppo di sempre?
La cena, ricca di brindisi e ringraziamenti, ci accompagna alla fine di questa giornata.
Ed eccoci al giorno della partenza, ma ancora dobbiamo visitare il “borgo più bello d’Italia”, Sambuca di Sicilia.

La mattinata è particolarmente ventosa, e dopo la foto di rito con le nostre moto, passeggiamo per i vicoli saraceni, andiamo a Palazzo Panitteri dove si trova l’esposizione dei vini e vitigni siciliani, visitiamo la mostra di Sylvie Clavel e le sue sculture tessili realizzate intrecciando nodi di fibra vegetale.
La merenda oggi ci fa degustare un dolce tipico locale i “minni de virgini” una bomba calorica, per non perdere l’abitudine e visto che è l’ultimo giorno mangio l’ennesimo cannolo per nutrire l’”anaconda” che vive in me…giusto Arturo?
Lasciamo Sambuca per raggiungere Palermo.
Sosta doverosa alla Piana degli Albanesi dove il 1 maggio del 1947 morirono per mano armata i contadini e le loro famiglie riuniti per festeggiare la giornata. Ancora emozioni, ancora pensieri che ci porteremo come ricordo del nostro viaggio.

Prima di arrivare al porto visitiamo il Duomo di Monreale con i suoi meravigliosi mosaici.
Il nostro viaggio finisce qui, dopo la nottata in traghetto ci siamo salutati al mattino al porto di Napoli. Alcuni di noi hanno fatto una foto in piazza del Plebiscito e colazione con la classica sfogliatella…una bontà!
Ed ora i ringraziamenti: per prima a Motoexplora (10 anni di attività!!!) nella persona di Peppe che ancora una volta ci ha portato in posti meravigliosi dimostrando che: ”Motoexplora non organizza viaggi, ma realizza sogni!”
Ringrazio tutti i componenti del gruppo per aver contribuito alla buona riuscita del viaggio con tanta allegria, tante risate e molte emozioni, quelle vere e forti, quelle che ti fanno pensare e ti toccano il cuore.

Il nostro fantastico gruppo: Sonia, Vittorio, Irene, Secondo, Massimiliano, Adriano, Stefano, Arturo, Mario, Luca, Riccardo, Maurizio, Mirko, il mitico Giorgino e la sua energia contagiosa!
Ho lasciato per ultimi il gruppo di Senigallia con i quali abbiamo condiviso ancora chilometri verso il nord: la grande motociclista Cristina (sempre viva le donne e la loro tenacia), Ilaria che con pazienza a volte ci ha seguiti dal furgone e la nostra simpatica “scorta ufficiale” Luca e Alex.
Ringrazio Roby che ha realizzato il suo sogno della Sicilia in moto e con il quale ho condiviso anche questo pezzo di vita e ne sono felice.
Infine mi piace ringraziare il territorio che ci ha ospitati, la Terra che abbiamo calpestato con i nostri stivaletti, con il rumore dei nostri motori , che ha sopportato più volte il racconto del “furto”, di tutte le nostre smorfie di piacere all’assaggio dell’ennesima prelibatezza, a tutte le rotonde bloccate con gesti plateali… manco dovesse passare il corteo del Presidente della Repubblica, al ramoscello d’ulivo che ha resistito al viaggio, alle interviste in siciliano… insomma speriamo di non essere stati eccessivi in fondo noi… “non volevamo disturbare”!

Silvia Gambin

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