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Grecia: Aprile 2010

a cura di Roberta Calza

Dopo essere partiti da Trento, bardati fino ai denti, l’acqua ed il freddo ci hanno accompagnato fino ad Ancona. Ciò non ci ha impedito di arrivare in perfetto orario. Saliamo su un traghetto semivuoto ed in cima alla scala di ingresso trovo una signora bardata come me che aspetta il suo compagno; ci guardiamo e diciamo insieme sorridendo: “Grecia con Motoexplora”? Loreta e Giampaolo, che si presentano, sono due simpatici rappresentanti della piccola impresa del Nord Est di Bassano del Grappa .

Cerchiamo i Perugini ma non riusciamo a trovarci e dopo una lunga dormita pomeridiana ceniamo insieme ai Milanesi: Roberto (che mi ricorda Fonzie di Happy days), santa Cinzia ( sua moglie..) Tullio il Giamburrasca e la dolce Lucia (… di manzoniana memoria…).
Sabato, mentre la nave attracca a Patrasso, Roberto ed io cerchiamo la sagoma della nostra guida, che non smentisce le aspettative: con Thanassis, l’immortale, saremo in una botte di ferro… ha la stazza di un peso massimo e deve ancora imparare l’italiano.

Beviamo il caffè, in attesa del resto della compagnia e conosciamo i Perugini che hanno dormito 20 ore consecutive: Filiberto e la sua Lella che fa nascere i bambini, la coppia Francesco il ginecologo e Francesca, che in gita pensa ai suoi studenti ed alle formule magiche. Infine vi presento mio marito Stefano sempre impegnato ed attento.

Improvvisamente si sente un rombar di marmitte, arrivano quelli da Bari guidati dal capo tour e sempreverde Peppe, lo seguono il ligure di Sarzana Pierdomingo, in seguito “gomito”, la sua Muriel sempre avvinta come l’edera; Bartolomeo il piemontese innamorato della sua Guzzi, i discreti Gino e Cinzia, simpatici romani, la coppia di siculi doc : Patrizia la farmacista ( da non confondersi con Roberta che sono io ..) ed il suo veterinario Giovanni ed infine il preside Francesco, che assume, il ruolo di “scopa”.

Riunito il gruppo e dettate le regole si parte!! Il ponte che attraversiamo sullo stretto di Patrasso ci regala una splendida vista ma il vento che soffia ci ricorda che questa è la terra degli dei…ai quali i mortali affidano i loro destini!
Meno divino è il prezzo del primo pieno di benzina greco!
La strada che ci porta a Delfi è rilassante e riparata dal vento, non c’è traffico, attraversiamo calette , spiaggette e piccoli golfi dove si allevano i branzini che comperiamo nelle pescherie del Nord Italia e prima di salire all’Oracolo ci emozionano alcune belle curve tra ulivi secolari .
Il mistero dell’Oracolo di Delfi mi riporta indietro ai tempi del liceo, la saggezza dell’Antica Grecia è racchiusa in queste rovine. Arriviamo ad Atene che è ormai sera…

La capitale Greca non è proprio uno splendore ma l’Acropoli ha sempre un grande fascino, specialmente su chi l’ha conosciuta attraverso le descrizioni degli storici all’epoca del suo massimo splendore: la Polis di Pericle, la culla della democrazia, i fondamenti della storia e della cultura..!
Lasciamo Atene e subito fuori la città, la strada è tutta nostra: che effetto non vedere quasi nessuno in autostrada ! Ci sorprendono anche i caselli autostradali greci: se non sei svelto ti arriva una stangata in testa!!! Lucia si domanda ancora cosa ha fatto di male per meritarsi questo…
Viaggiamo spediti in direzione Nord: pausa di rito alle Termopili, luogo dove si svolse la cruenta battaglia tra la Lega delle Polis greche capitanate da Sparta e i Persiani guidati da Serse. Foto di gruppo sotto la grande statua del re Spartano Leonida, simbolo dell’eroe greco rappresentato come un dio, con tutti gli attributi!.

Pausa caffè freddo alla greca in riva al mare Egeo: Stefano schiaccia un micro-pisolo (ma come si fa a dormire in piedì ?..si fa….si fa ) e Piero inizia con la solfa del “gomito”…
Ci accoglie la ridente cittadina di Volos con case tutte bianche, situata all’estremità della Penisola del Pilio, a metà strada tra Atene e Salonicco…. e qui ma nessuno se ne accorge, perdiamo Bartolomeo, quello della Guzzi… ma niente paura, poco dopo i nostri prodi Peppe e Thanassis lo riaccompagnano tra noi, giusto in tempo per la cena al Xenia Palace di Portaria. Inizia a piovere e fa un pò freddo ma la cena con vista mozzafiato su Volos illuminata è davvero romantica.

Lunedì giorno di riposo ma ansiosi di cavalcare le nostre moto partiamo arrivando a 1200 m sul monte Pellion, coperto di foreste (che prende il nome da Peleo, il padre di Achille e dà il nome anche alla penisola, terra mitologica di centauri) con una temperatura degna dei passi Dolomitici ( 9°C).
Il percorso della strada a picco sul mare Egeo è veramente splendido ma disturbato dal forte vento. Ci fermiamo in un paesino caratteristico per il suo piccolo monastero e scattiamo foto sotto il Platano più grande di tutta la Grecia. Tuttavia ci ricorderemo la farmacia dove verranno prestate le prime cure al “gomito”di Piero da parte di Giovanni il veterinario. Il consiglio unanime è che Piero smetta di sorseggiare il vino speciale, collocato nella sua cantina per non cader di nuovo sulle scale, ci guadagnerebbe in salute!

Pranziamo con ”assaggini” di pesce greco per la modica cifra di euro 15,00 in riva al mare, sorseggiando la tipica bevanda greca “al sambuco” piuttosto alcolica … E’ il compleanno di Piero, e così brindiamo allegramente. Pomeriggio libero…trascorso per lo più in branda a smaltire il pranzo… Qualcuno si scalda con l’hamman, altri con un massaggio rilassante nel centro Spa dell’albergo .
La sera ceniamo in una taverna di Portaria, dove ci vengono offerti piatti tipici di altissima qualità!

Martedì partiamo con il sole dirigendoci verso il monte Olimpo, attraversando campi arati di fresco, passando tra infiniti cespugli di fiori colorati ma in giro non vediamo nessuno, l’autostrada è tutta nostra ed ad un certo punto è solo nostra: è caduta una frana nella valle di Tembi e l’autostrada è chiusa ma grazie a Thanassis noi… passiamo lo stesso!

Saliamo sull’Olimpo il monte più alto della Grecia con i suoi 2917 metri, coperto davvero di neve e nuvole, così come, da sempre, è rappresentata, nella mitologia greca, la dimora degli dei. La leggenda narra che i palazzi furono costruiti da Efesto, dio del fuoco e le Stagioni proteggevano la vetta della montagna con una coltre di nubi. Zeus era il dio supremo; a corte gli dei festeggiavano con nettare e ambrosia ed erano allietati dalle Muse.
La salita è avvincente con curve e tornanti alternati a vallate coltivate: la discesa è immersa in una foresta di faggi e platani, la strada è un po’ sconnessa ed in vista del mare ci fermiamo nel paesino di Dion: il monastero è… chiuso ma la vista del golfo di Salonicco e le rose sbocciate nei giardini delle casette in pietra valgono la fermata!

Attraversiamo in fretta la città di Katerini e successivamente mettiamo a subbuglio la quiete di un paesino sollecitando l’oste di una trattoria a riaccendere le braci per sfamarci! Niente di più improvvisato è stato più gradito!
Scendiamo in Macedonia ed arriviamo a Naoussa, cittadina famosa per le cascate, il carnevale ed il vino. Ci ospita una famiglia di Greci molto “corpulenti “: la cena è al lume di candela servita a buffet!

Il giorno seguente finalmente dopo una visita “seria” al pronto soccorso di Naoussa, possiamo liberarci della preoccupazione del gomito di Piero; ci rechiamo in seguito nella vicina cittadina di Vergina, dov’era Aigai, antica capitale macedone, con la celebre necropoli reale e la tomba di Filippo II, padre di Alessandro Magno. Nella necropoli-museo, oltre alle tombe ben conservate, possiamo ammirare i preziosi oggetti rinvenuti, testimonianza della magnificenza e del potere del regno macedone. Osserviamo stupiti la perizia dell’arte orafa ed i magnifici reperti condividendo l’idea che solo questa splendida scoperta valeva il viaggio.

Con la veloce autostrada Egnatia, che collega il porto di Igoumenitsa con la Turchia, arriviamo attraverso una dolce discesa alle Meteore!
Il paesaggio che si presenta all’improvviso è incantevole: non a caso l’importante zona della chiesa ortodossa è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Meteora significa “sospeso in aria”: ed i monasteri arroccati in cima alle naturali torri di roccia di falesia di arenaria sembrano davvero sospesi tra cielo e terra! Visitiamo la Gran Meteora o monastero della SS.Trinità .
Questo posto della Grecia è veramente magico !

Sarà stato il luogo di culto curato ma nel contempo molto semplice e caldo, sarà stato il silenzio ( c’erano pochi turisti …), l’aria dolce che rendeva stranamente tersa la Tessaglia sottostante, i piccoli fiori che ricoprivano i cespugli incastonati nelle falesie, a me, a tutti ha dato la sensazione di essere in pace col creato e un po’ più vicino al Cielo ed all’Eternità!
E’ il mio compleanno! Che bel giorno, non potevo trovarmi in un luogo migliore!
A Kalampaca, la cittadina sottostante le Meteore, la signora che gestiva la pompa di benzina ha voluto personalmente fare il pieno ad ogni moto! Eravamo così simpatici?

Tra curve e tornanti risaliamo sulla montagna e ci inoltriamo in una folta foresta interrotta solo dalle mucche con i vitelli appena nati, fino all’hotel Torre Mantania, non prima di visitare una chiesa nel luogo dove, durante la seconda guerra mondiale, si consumò una tragedia del popolo greco ad opera dei nazisti. Parcheggiamo le moto nel bel prato dell’hotel e ci concediamo un aperitivo sulla terrazza, al freddo, come si conviene a dei veri montanari!
Ceniamo su una tavolata vicini vicini, riscaldati dalla fiamma allegra, scoppiettante ed osservando il girarrosto! Poi c’è l’Inter, che va in finale di Champions League e tutti ci sentiamo più italiani!

Giovedì mattina partiamo ben coperti e la via scelta da Motoexplora , un percorso meraviglioso, a volte sentiero, il valico e la discesa che ci portano al paese di Metsovo sembra fatta apposta per le moto bicilindriche ! Nella sosta a Metsovo, cittadina greca dell’Epiro, sulle montagne del Pindo, alcuni si scaldano al sole, altri comprano souvenir!

Nella bella discesa a curve dolci verso Grevena facciamo un pic nic in riva al fiume con la GS di Stefano direttamente in acqua. Che pilota!
Ci dirigiamo veloci verso Nord, in direzione di Kastoria, continuiamo a salire fino ai confini con l’Albania ed improvvisamente appare un paesaggio di fiaba: siamo nel Parco nazionale dei Laghi di Prespa, un luogo isolato ma affascinante e dalla natura incontaminata.
I laghi sono divisi da un istmo e sull’isola del piccolo Prespa visitiamo i ruderi di una chiesa bizantina dell’XI sec. Ammiriamo i pellicani ( è la prima volta che li vedo dal vivo ed in volo hanno un’apertura alare incredibile!) e la ricca fauna di uccelli acquatici che trovano qui, lontano dall’uomo, l’ambiente ideale per la loro riproduzione.

Il paese di Agios Germanos è molto tranquillo, troviamo la chiesa bizantina, accanto a quella più moderna, così diversa dalle nostre cattoliche, ma sicuramente a misura d’uomo ( ci sono ben tre orologi a pendolo!).
Nell’Agritur del luogo l’ospitalità, la semplicità e la cordialità ci circondano e Roberto, nostalgico della vivace vita cittadina, si esibisce in un esilarante show, degno dei migliori cabarettisti milanesi: ce n’è per tutti, ognuno sta allo scherzo e si fa prendere in giro allegramente. Grazie Roberto di averci fatto ridere così tanto, come non capitava da tempo!

E’ l’ultima sera che stiamo tutti insieme, lo sciopero dei traghetti costringe alcuni di noi ad anticipare il rientro.
Venerdì mattina prendiamo il caffè in riva al lago di Kastoria, scendiamo lungo la E90, che prima dell’autostrada Egnazia, era il percorso obbligato verso la Turchia! Pranziamo a Pentalofos occupando tutta la via principale del paese con le moto ed i tavoli.
E’ il compleanno di Filiberto, che con eleganza e generosità offre il pranzo a tutti noi, in compenso abbiamo donato il calore del sole.
Una serie infinita di curve in una valle selvaggia formata da fiumi che scavano gole e caverne ci porta a Konitsa dove ci salutiamo, dopo aver ammirato la peculiarità del vecchio ponte turco sul fiume Aòos, uno dei più belli della Grecia con la sua unica alta campata.

I Milanesi, I Perugini ed i Trentini continuano alla volta di Ioannina. Sul traghetto che ci riporta in Italia raccontiamo le nostre storie come vecchi amici e finiamo la serata in discoteca ballando con dei ragazzini al ritorno dalla loro gita scolastica!
Loreta e Giampaolo, Giovanni e Patrizia, Piero e Muriel, Gino e Cinzia, Bartolomeo, Francesco e Peppe continuano il tour ristorandosi al fresco in un bar e godendo dell’aria profumata emanata dalla flora locale. Tutti manifestano, con il silenzio, l’emozione di chi ha salutato amici speciali, con i quali si è condiviso un percorso turistico finalizzato a trovare le bellezze, il divertimento nell’andare in moto, l’allegria e la simpatia.

Si riprende il viaggio percorrendo continui tornanti, che provocano adrenalina anche perché la velocità è sostenuta e la strada è malmessa a causa dei temporali invernali. La splendida cornice dell’innevato gruppo montuoso del Tymphi or Gamila a 2.497 metri ci accompagna per l’intero percorso pomeridiano ed immersi nella lussureggiante vegetazione viviamo una forte ed intensa esperienza motociclistica.
Attraversiamo il Parco Nazionale di Vikos-Aoos, con strade che hanno fatto gioire le BMW “GS” ed arriviamo in albergo nel paesino di Tsepelovo, un minuscolo centro, che essendo costruito tutto in pietra con il materiale del luogo si mimetizza nella natura.
Il giorno seguente (primo Maggio) si riprende il viaggio con immutato entusiasmo e con il desiderio di conoscere nuove attrazioni culturali ed ambientali.

Le nostre curiosità vengono subito soddisfatte. Una serie di caratteristici ponti in pietra: di Kipi, Bridge, Brucke ed in particolare quello a tre navate di Koukouli ci colpiscono riportando la nostra mente in dietro nel tempo.
Osserviamo, con particolare interesse il borgo di Varadeto Stairway. In questo luogo apprezziamo la semplicità del percorso realizzato dai primitivi abitanti utilizzando un muretto di pietre per la sicurezza del viandante. Un’opera d’arte prodotta da uomini intraprendenti e desiderosi di libertà. Non si deve dare importanza solo alle grandi realizzazioni, bisogna saper vedere le bellezze anche nelle piccole opere.
La mattinata si conclude con l’esperienza naturalistica più sorprendente ed affascinante: il canyon di Gorge di Vikos, inserito nel guinness dei primati per essere il più alto del mondo. Cantiamo ad alta voce canzoni italiane, l’allegria, unita alla bellezza del luogo pervade il gruppo. C’è tanta gente e noi, i soliti italiani, socializziamo con tutti.

Ad un certo punto il mite Bartolomeo incontra una studentessa concittadina, si crea ancora più entusiasmo e curiosità: si raccontano ambienti, situazioni ma essendo il colloquio lungo, lo interrompiamo perché ci attende la salita al canyon. Partendo da un monastero piccolo ma caratteristico, alcuni audaci entrano nel cuore del canyon utilizzando un passaggio pedonale, senza protezione. A volte tremano le gambe, l’altezza ci preoccupa ma il desiderio di raggiungere la meta è forte.

Nel pomeriggio dopo esserci rilassati a Igoumenitza, raggiungiamo Sivota uno splendido centro balneare. Cena all’aperto sul porticciolo osservando il tramonto che soddisfa il nostro spirito e non poteva esserci miglior conclusione. Il regalo più bello che possiamo farci nella vita è quello di apprendere ogni giorno qualche cosa di nuovo e Motoexplora, con questo viaggio ci ha offerto l’opportunità di progredire e crescere costantemente insieme rispettando l’individualità di ciascuno.

Roberta Calza

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