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Uno strano incontro

Certe volte succede…
Probabilmente è un problema anagrafico. Quantomeno secondo quanto sostiene Gabriella: “maritino mio devi accettare il fatto che hai 60 anni ed è normale che i ricordi riaffiorino con una frequenza maggiore”
Ecco, innanzitutto ho “quasi 60 anni e non 60” e quel quasi non è da sottovalutare, poi, c’è da dire che ho sempre amato raccontare storie, le mie storie vissute.
Forse, oggi, con una intensità maggiore in quanto il bagaglio d’esperienze è cresciuto sempre più. Va bene, mi sto ingarbugliando da solo, se sono cresciute le esperienze, forse, sono cresciuto pure io.
Ma, come dire, anzi, come diciamo in Sicilia: “a testa è sempri a stissa”
Comunque, come scrivevo all’inizio certe volte succede di vivere delle situazioni che, al momento, possono sembrare irreali.
Tra tante di queste ed attingendo dalla mia memoria…
vorrei raccontarvi di un incontro, davvero incredibile, vissuto in Bosnia Erzegovina qualche anno fa:
provenendo dal Montenegro e sulla strada che porta a Mostar, una piccola città ricca di storia, si presenta a noi con le sue antiche mura e meravigliose cascate, si tratta di Stolac.
Prima di raggiungere il villaggio era mia consuetudine fermarmi qualche chilometro prima in quanto, lungo la strada, c’è uno spiazzo che confina col fiume Bregava.
Un luogo davvero paradisiaco e credetemi vale la pena fare una sosta, cosa che sistematicamente, durante il mio viaggio nei Balcani facevo.
Così, come sempre, mi fermai col gruppo con cui stavo viaggiando.
Proprio in quel momento avvenne ciò che sto per raccontarvi.
Vorrei descrivervi la situazione o meglio lo scenario visto non appena scesi dalle nostre moto: dei Bosniaci, o presunti tali, stavano già lì, un fucile appoggiato ad un albero, delle canne da pesca messe per terra, ed uno sguardo strano. Insomma, come se pensassero: “chi sono questi qui”. Il tutto non faceva presagire niente di buono.
Personalmente, ritengo che nella vita non si debba mai avere paura di ciò che non si conosce. La diversità è sempre arricchimento personale. E’ quel qualcosa che ci permette di crescere, di comprendere e di affrontare ciò che per mancanza di conoscenza delle volte ci intimorisce.
Ma torniamo al fatto: era il momento di prendere una decisione, appena sceso dalla moto, guardai i miei compagni di viaggio fingendo un falso sorriso, e mi avvicinai con aria baldanzosa verso quel gruppo di sconosciuti.
Un sorriso a tutto denti ed un meraviglioso “Ciao, disturbiamo?
Mentre due di loro restarono fermi accennando ad un saluto, il terzo, cominciò a correre verso di me!
Era alto più di 2 metri, altrettanto largo ed un peso non quantificabile! Correva in maniera così impetuosa da far tremare il terreno circostante.
Praticamente era come se una montagna stava per arrivarmi addosso.
Mi girai cercando lo sguardo dei miei compagni di viaggio, uno sguardo sorridente che nascondeva una certa paura mista ad imbarazzo.
Non sapevo che fare, restai immobile, fin quando questo gigante mi abbracciò forte!
Non capivo nulla, mi ritrovai col naso nella sua ascella ed aveva una stretta talmente forte da bloccarmi il respiro. Mentre pensavo a quale sarebbe stato il mio ultimo desiderio prima di incontrare il creatore, una voce iniziò a rimbalzare nelle mie orecchie:
“Peppe, io conoscere te, siamo amici su facebook, sono Antonio Jovic”
Riuscì a divincolarmi da quella inaspettata presa e lui, felice come un bambino, mi raccontò che seguiva i miei viaggi. Era un motociclista!
Quant’è piccolo il mondo!
Ci presentò ai suoi amici e restammo a parlare con loro per delle ore. Un misto di bosniaco, inglese e siciliano. Ci raccontarono di ciò che anni addietro avevano vissuto in quell’area così martoriata, ci commovemmo tutti, erano davvero persone meravigliose.
Addirittura, Antonio tirò fuori da uno zaino un libro di poesie che aveva scritto ispirandosi a quel fiume e alla sua città.
Vi confesso che fu una bellissima giornata, momenti davvero emozionanti.
Quest’esperienza mi fece comprendere, ancor di più, che non bisogna giudicare senza conoscere ed il fondo il mondo dei motociclisti è davvero meraviglioso.
Buona strada a tutti – Peppe Pagano

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